Napoli, Fuorigrotta: Lo Stato risponde alle scorribande notturne, ma i residenti non abbassano la guardia

NAPOLI – Dopo l’ennesimo venerdì di follia e tensione, arriva la risposta delle istituzioni nei quartieri dell’area foccidentale. I fatti dell’ultima notte hanno segnato un punto di non ritorno, spingendo cittadini e attivisti a una mobilitazione senza precedenti: una pioggia di PEC e segnalazioni è stata indirizzata non solo alla Prefettura, ma direttamente al Ministero dell’Interno, chiedendo un intervento risolutivo contro il degrado e le scorribande dei teppisti di strada.
La risposta delle Forze dell’Ordine
La reazione dello Stato non si è fatta attendere. Un vasto spiegamento di forze dell’ordine, supportato dal presidio dell’Esercito, ha blindato le strade sensibili del quartiere. Tuttavia, la cronaca registra un episodio emblematico: è bastata una finestra di soli trenta minuti di assenza del presidio perché i teppisti tornassero a impadronirsi dell’area, quasi a voler marcare il territorio in una sfida aperta alle divise.
La posizione di Fuorigrotta in Movimento
Questo breve ma significativo vuoto di sicurezza ha dato ulteriore forza alle tesi del comitato Fuorigrotta in Movimento. Secondo gli attivisti, la sola presenza fisica, per quanto massiccia, non può essere l’unica soluzione se non accompagnata da interventi strutturali definitivi.
Il comitato punta il dito sulla necessità di misure di sicurezza passiva:
Delimitazione delle aree critiche per impedire il libero transito ai motorini truccati.
Installazione di dossi dissuasori su Via Marino e Via Lepanto, arterie troppo spesso trasformate in circuiti improvvisati per gare clandestine e manovre pericolose.
Una battaglia tra prevenzione e repressione
“Solo attraverso un binomio inscindibile di prevenzione e repressione si può sperare di sconfiggere un fenomeno che tiene il quartiere in ostaggio ormai da troppi anni,” spiegano i referenti del comitato. La richiesta è chiara: non basta un intervento  o un presidio mobile, servono barriere fisiche che scoraggino i teppisti alla radice.
La cittadinanza attende ora che alle parole e ai primi pattugliamenti seguano i fatti strutturali richiesti, per restituire finalmente  la dignità a un intero quartiere.

Presidio polizia
Controllo Forze dell’ordine su Via GB. Marino

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